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- ore

La donna è libera. Purché ci piaccia e la sua libertà non ci disturbi

| Serio&Faceto

Al netto che fa tutto un po’ pena e anche un po’ ridere (mi riferisco al caso Piantedosi-Conte, che è solo l'ultimo in ordine di tempo), al netto del fatto che la storia mi ha insegnato che se è vero che tira più un pelo di fi@a che un carro di buoi è vero anche che acceca più il potere che un faro sparato sugli occhi.

Mi chiedo in queste ore, ma com’è che siete tutte e tutti (ma rifletto in particolare sulla reazione del sesso femminile) per la libertà della donna, per la libertà di scegliere cosa fare con il proprio corpo, perché la donna è libera di fare e disfare tutto, di fare e rifare tutto, può decidere chi frequentare e quando e come, può fare qualunque tipo di lavoro, l’avvocata, la panettiera, la maestra, la dottoressa, la meccanica, la prostituta, la escort, poi però arriva Claudia Conte e la massacrate? Com’è questo discorso? Lei non rientra nei vostri ampi parametri di giudizio? Non è libera lei di scegliere liberamente con chi andare, cosa fare della sua vita, oppure quando poi c’è di mezzo la politica, magari quella che a voi non piace, che vi fa orrore, oppure la scelta di quella donna non rientra nelle vostre corde o nei vostri criteri inconsci di accettabilità, la sua libertà diventa un problema?

Quanta ipocrisia c’è nel professarsi per la libertà degli altri e della donna ma fino a che questa è sostenibile per la nostra persona, fino a che non disturba il nostro limite personale.
Rispettare la libertà degli altri non vuol dire che ci debba andare tutto bene né che non si possa pensare che quella persona stia agendo in maniera errata, significa però accettare le scelte altrui anche se non condivise soprattutto se si tratta di scelte personali che con noi non hanno nulla a che fare, che a noi non cambiano nulla.
Il fatto è che non è vero che siamo per la libertà totale e incondizionata di ogni essere umano, proprio per questo sarebbe opportuno limitarsi ad aprire bocca quando è strettamente necessario invece di sbandierare ai quattro venti falsi propositi e manifesti sulla libertà.

di Marta Genova