Lo Sprint Sicilia e la nomina fiduciaria di Tamajo: Di Matteo si dimette
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Tommaso Di Matteo, trentatreenne nominato con incarico fiduciario alla guida dello Sportello SPRINT Sicilia, si è dimesso.
La notizia emerge nel DRA 1237 del 23 aprile 2026, una nota di pagamento relativa a una missione effettuata a Catania il 16 febbraio scorso, nella quale si legge “si evince, tra l’altro, che il Dr. Di Matteo Tommaso ha rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni dall’incarico di responsabile dello sportello SPRINT Sicilia a decorrere dal 22/04/2026”. La stessa data di chiusura del rapporto, il 22 aprile 2026, compare anche nella sezione trasparenza della Regione.
Di Matteo era il responsabile dello Sportello regionale per l’internazionalizzazione Sprint Sicilia, riattivato nel 2024, il cui scopo è l'accompagnamento delle imprese siciliane verso l’estero, orientandole tra canali, strumenti e opportunità del sistema pubblico dell’internazionalizzazione.
Va chiarito che queste strutture nascono da un accordo del 2002 tra Ministero e Regioni che aveva previsto una rete di sportelli sul territorio collegati al sistema pubblico dell’export, con Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, insieme a Simest e Sace. Nel tempo quel modello ha cambiato forma fino a un passaggio formale del 2023, acquisito anche dalla Regione Siciliana, in cui il Maeci ha riferito che gli sportelli previsti dall’intesa del 2002 non risultavano più operativi né ospitati all’interno di Ice e che la stessa Agenzia non operava più in ambito Sprint.
L'amministrazione regionale ha optato però per il rilancio della struttura in una forma diversa e non più incardinata in Ice e di procedere alla nomina di un responsabile. Tommaso Di Matteo viene quindi chiamato con incarico fiduciario dell’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, decorrente dal 1° gennaio 2024.
Nel marzo 2025, l'incarico era stato formalmente prorogato fino al 31 dicembre 2026 attraverso un atto aggiuntivo al contratto originale. L'amministrazione, nei documenti, giustificava l' estensione con la necessità di consentire al responsabile Sprint di "programmare le attività di competenza in un arco temporale più ampio e maggiormente rispondente alle esigenze programmatiche del Governo regionale".
Di questa nomina avevo scritto già il 22 febbraio scorso sul quotidiano La Sicilia, sollevando interrogativi sulla compatibilità dell’incarico in relazione alle sue cariche in società private. QUI trovate il link a quell’articolo che ho riproposto su mge NEWS. Da allora non mi è stato più possibile scriverne su quel giornale e in questo video vi spiego perchè.
Già due giorni dopo ci sarebbe stato da tornare sulla notizia, perché il deputato regionale Ismaele La Vardera ha presentato all’Ars un’interrogazione urgente proprio su quella nomina.
Lo stesso giorno, il 24 febbraio avevo anche chiesto al presidente della Regione Renato Schifani una dichiarazione in merito. La risposta era stata che il presidente era a conoscenza della vicenda e che, se avesse avuto qualcosa da dichiarare, me lo avrebbero fatto sapere. Non è mai arrivata alcuna dichiarazione.
In questi due mesi comunque c’è stato un fitto scambio con il Dipartimento Attività produttive, attraverso mie richieste di accesso agli atti e successive sollecitazioni. Ho chiesto di vedere non soltanto le autodichiarazioni rese da Di Matteo in fase di assegnazione dell'incarico, ma anche gli atti istruttori e i riscontri effettuati dagli uffici prima di ritenere compatibile quella nomina. Ed è proprio su questo punto che, nonostante la trasmissione di parte della documentazione, continuo a non avere un riscontro pieno.
Negli uffici della Regione però qualcosa si è mosso. In una nota del 12 marzo 2026, l’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato ha invitato infatti il Dipartimento a compiere una “attenta verifica sulla correttezza dei dati pubblicati” relativi alla posizione di Tommaso Di Matteo sul portale PerlaPA, il sistema nel quale le pubbliche amministrazioni devono registrare incarichi e consulenze, e a trasmettere la documentazione oggetto di pubblicazione. Un’ordine di verifica che seguiva una precedente nota del Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza del 6 marzo 2026.
Nel frattempo ho cercato di capire anche un’altra cosa, molto semplice. Che cosa abbia fatto lo Sprint Sicilia in questi due anni e quattro mesi di attività. Ma, almeno allo stato della documentazione pubblicamente reperibile, non emergono report, risultati misurabili o casi chiaramente riconducibili a imprese accompagnate con esiti verificabili attraverso lo sportello. Al netto di comunicati, protocolli, missioni e attività di rappresentanza, non sono reperibili elementi pubblici sufficienti a ricostruire in modo chiaro il lavoro effettivamente svolto per le imprese, i risultati ottenuti e le eventuali ricadute misurabili. Non risultano storie pubbliche di aziende che abbiano ottenuto un concreto avanzamento nei processi di internazionalizzazione grazie allo Sprint.
Per questo ho scritto anche alle associazioni di categoria siciliane e del capoluogo, chiedendo se vi fossero collaborazioni operative con lo Sportello o imprese associate che se ne fossero effettivamente avvalse. Anche da quel lato, almeno fino a questo momento, non è emerso nulla diversamente dalle attività di mera promozione dello stesso, delle quali esiste invece ampia pubblicità, con immagini e trasferte, persino negli Stati Uniti.
Nella sezione trasparenza della Regione, l’incarico (concluso anticipatamente il 22 aprile) compare con un compenso lordo complessivo di 131.041 euro e con 87.360 euro già erogati. Il contratto prevedeva 3.500 euro lordi mensili, oltre Iva e oneri riflessi, con liquidazione posticipata dietro fattura e relazione sulle attività svolte.
Andando poi alle mie richeste a seguito della pubblicazione del primo articolo, dalle carte ottenute si legge di una prima autodichiarazione del marzo 2023, in cui Di Matteo attestava di non ricoprire cariche in società private iscritte nei pubblici registri.
Due mesi dopo, il 9 maggio 2023, quella dichiarazione veniva “rivisitata” e integrata, con l’indicazione di cariche attuali in Cesapi, Cpw Italia e Mezzogiorno Foundation. Un passaggio che indica come il tema delle cariche societarie sia entrato, sul piano documentale, nella fase di nomina.
Anche qui, però, la domanda resta aperta. Non tanto su ciò che lui ha poi corretto, ma su che cosa abbiano verificato gli uffici, con quali riscontri e con quale motivazione, prima di ritenere compatibile l’incarico considerando che La Cpw Italia Srl si occupa di assistenza tecnica alle aziende per migliorare i processi organizzativi e gestionali, di digitalizzazione dei processi aziendali, oltre a valutare e pianificare attività di export e internazionalizzazione e a supportare l’elaborazione di business plan e strategie aziendali.
La Cesapi Srl si occupa di intermediazione burocratica e finanziaria, di servizi rivolti a imprese e professionisti diretti al disbrigo di pratiche amministrative, incluse le iscrizioni allo Sportello unico. Gestione contabile e amministrativa, servizi per l'ottenimento di finanziamenti agevolati e reperimento di fonti finanziarie per industria, commercio e turismo, oltre ad attività di marketing e pubblicità e servizi informatici. Ma anche attività legate a import-export, creazione e gestione di reti d’impresa, partecipazione a bandi e progetti. Entrambe le società hanno la facoltà di operare in favore di Regioni e altri enti pubblici.
Nella Valle dell’Halaesa società cooperativa sociale di comunità, Di Matteo ricopre il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione e rappresentante d’impresa. Tra le attività ci sono anche la vendita di «servizi di viaggio posticipati» e sebbene nasca come impresa sociale senza scopo di lucro, presenta obiettivi come la creazione di reti per la valorizzazione delle risorse locali a livello provinciale, regionale, nazionale e internazionale e la ricerca di fondi comunitari.
Di contro, lo sportello Sprint eroga consulenza e accompagnamento con servizi specialistici come analisi strategiche, supporto finanziario, contrattualistica e fiscalità internazionale, project ed export management, marketing internazionale, sostenibilità e assistenza tecnica di follow-up.
Il 1 aprile, poi, è arrivata anche una risposta del capo di Gabinetto dell’Assessorato. Non per trasmettere gli atti istruttori richiesti, ma per sostenere che la discrasia tra la prima dichiarazione e la successiva integrazione non sarebbe stata sostanziale, perché le informazioni sulle cariche societarie risultavano già nel curriculum vitae e la successiva “rivisitazione” avrebbe riguardato solo il loro inserimento nella modulistica tipo. Nulla invece rispetto alla mia richiesta di una documentazione che consentirebbe di capire che cosa abbiano verificato, con quali riscontri e con quale motivazione abbiano ritenuto compatibile quell’incarico.
Ora c’è la notizia delle dimissioni irrevocabili, con decorrenza dal 22 aprile 2026. Si chiude così, almeno formalmente, una vicenda che, a distanza di due mesi dal primo articolo, continua a lasciare più di una domanda aperta e che potrebbe trovare risposte in altre sedi.
Leggi anche: LA REGIONE E LA SCELTA A TUTTO SPRINT. LE CARTE SULLA NOMINA DI DI MATTEO: «CHI DICHIARA IL FALSO NE RISPONDE»
guarda il video: NECESSARI CHIARIMENTI, PERCHÉ DOPO IL PRIMO ARTICOLO SULLA NOMINA NON HO PIÙ SCRITTO
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