"Ciani 4Ever", a Zelarino succede qualcosa che va oltre la musica e la beneficenza
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Ci sono ricordi che si consumano nel tempo e ricordi che invece si mettono al lavoro. Quello di Gianluca “Ciani” Pistolato appartiene alla seconda categoria. Non resta fermo in una fotografia, non si esaurisce nella nostalgia di chi lo ha amato. A Zelarino, in terraferma veneziana, prende la forma di un progetto collettivo portato avanti dall’associazione Ciani 4Ever che, dal 2019, usa la musica non come semplice omaggio, ma come motore di aiuto concreto.
È dentro questa traiettoria che si inserisce il risultato della campagna Ciani 4Christmas 2025, l'ultima in ordine di tempo, chiusa con una donazione complessiva da 20mila euro trasformata in strumenti e sostegno per il territorio. La notizia, però, vale ben oltre il numero finale e dobbiamo fare un passo indietro per spiegarlo.
Ciani 4Ever, non è un’associazione che organizza un evento all’anno e poi scompare, ma una realtà nata per fare in modo che una perdita privata generi un effetto pubblico e costante. Dietro infatti c’è una storia familiare e collettiva che continua a camminare. Nasce attorno alla memoria di Gianluca, batterista degli OfficinaKustika con una lunga carriera di musicista alle spalle, morto nel 2019 a soli 44 anni per un tumore. Dopo la sua scomparsa, quel filo non si è spezzato. Anzi. Ha continuato a suonare anche attraverso Elia, il figlio di Ciani, anche lui batterista, entrato giovanissimo nel gruppo e diventato a sua volta parte di questa eredità.
L’associazione fondata da Roberto Pistolato, fratello di Gianluca, e da un gruppo di amici e familiari, ha un obiettivo chiaro: non lasciare il ricordo chiuso nel dolore privato, ma trasformarlo in una forza pubblica, organizzata, capace di aiutare altri malati e altre famiglie.
È questa la cifra del progetto. Tenere insieme emozione e concretezza, partecipazione popolare e obiettivi misurabili.
La campagna natalizia appena conclusa lo conferma. Una parte della donazione ha permesso di consegnare alla Pediatria di Mirano una sonda ecografica per esami diagnostici, un monitor multiparametrico per la rianimazione, una sedia bilancia, fondamentale per i piccoli pazienti con difficoltà motorie e uno scanner venoso, strumento d'avanguardia che permette di visualizzare le vene in modo immediato, rendendo i prelievi molto meno traumatici. Ad Avapo Mestre, Associazione volontari assistenza pazienti oncologici, è stato destinato anche un concentratore d’ossigeno ad alto flusso, simbolicamente legato allo stesso percorso di cura affrontato da Ciani.
La parte sanitaria conta, certo, ma qui interessa soprattutto il metodo. Ciani 4Ever individua un bisogno, costruisce consenso intorno a quell’obiettivo, raccoglie risorse e le restituisce alla comunità in una forma tangibile. Non beneficenza generica, dunque, ma una solidarietà con una destinazione precisa. Gli obiettivi raggiunti anno dopo anno potete leggerli QUI.
È così che la musica smette di essere soltanto intrattenimento e diventa infrastruttura civile. Il Ciani Live Aid, il festival nato da questa esperienza, non funziona come una parentesi emotiva buona per una sera. Funziona come il cuore visibile di un percorso più lungo, che prova a tenere insieme festa, socialità e impegno. Sul sito dell’iniziativa l’obiettivo 2025 è indicato con chiarezza. Contribuire alla nuova struttura AVAPO di Carpenedo, arredando uno degli appartamenti destinati a pazienti oncologici soli, privi di una rete familiare, assistiti ventiquattr’ore su ventiquattro. In parallelo, l’associazione ha legato il proprio sostegno anche all’Istituto Oncologico Veneto, con l’acquisto di monitor multiparametrici per migliorare sicurezza e assistenza nei reparti.
In questo passaggio c’è forse l’aspetto più interessante della storia. Ciani 4Ever non punta soltanto a “sensibilizzare”, parola spesso usata come rifugio quando non si sa bene che cosa si produca davvero. Qui c’è un’idea più esigente. Fare della memoria un dispositivo che attiva persone, volontari, aziende, istituzioni, sponsor, musicisti e pubblico. Non per costruire una vetrina, ma per generare ricadute reali. Il dolore, da solo, non basta. La differenza la fa l’organizzazione. La differenza la fa la capacità di trasformare un nome amato in una comunità che continua a muoversi, anno dopo anno, con obiettivi dichiarati e verificabili.
Adesso, infatti, lo sguardo è già rivolto a settembre. La nuova edizione del Ciani Live Aid è in programma da giovedì 3 a domenica 6 settembre 2026 nell’area degli impianti sportivi di Zelarino.
Una macchina organizzativa imponente che poggia sull'impegno di oltre 250 volontari per un totale di oltre 5mila ore di lavoro.
L’ingresso è libero e il cartellone annunciato comprende quattro serate di tributi che attraversano pubblici e generazioni, dai Pooh ai Coldplay, dai Supertramp ai Pink Floyd, fino agli Eagles e a Zucchero. La grande novità del 2026 sarà il "Green Stage": a partire dalle ore 17, il prato di Zelarino si animerà con un palco dedicato ai giovani musicisti emergenti, offrendo loro uno spazio di visibilità prima dei main act serali.
Anche il 2026 conferma la vocazione solidale dell’iniziativa, con fondi destinati ad AVAPO, allo IOV e ad altre realtà del territorio impegnate sul fronte dell’inclusione.
In un tempo in cui molte iniziative benefiche finiscono per consumarsi nella comunicazione che le circonda, Ciani 4Ever prova a fare il contrario. Usa la visibilità per lasciare qualcosa che resta quando il palco si svuota, i riflettori si spengono e la musica finisce.
L’eredità di Ciani, in fondo, continua a circolare. Passa da una batteria a un festival, da un festival a una raccolta fondi, da una raccolta fondi a un aiuto concreto. E in questo passaggio trova il suo senso più forte, quello di un ricordo che non chiede soltanto di essere onorato, ma di essere utile.
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